Il critico musicale chiede al giovane compositore una testimonianza su Ravel, nel ventennale della morte, con parole così intonate: «Le confesso che sulla scelta del più qualificato a rappresentare la tendenza in cui milita... io ero piuttosto incerto... Dall'imbarazzo mi ha tolto stamani Dallapiccola, che mi ha consigliato di rivolgermi a lei».
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Il giovane compositore accetta l'invito con un moto di stizza: «Non credo che il mio parere sull'arte di Ravel sia rappresentativo della tendenza "in cui milito"... ma, semplicemente, dimostra di un fatto privato e sentimentale (secondo il senso che Ravel dava a quest'ultima parola)... Non credo d'altra parte che Lei voglia dare a questa Sua simpatica iniziativa il significato di un mesto corteo funebre nel quale figurino... i gagliardetti degli orfanelli, delle scuole civiche, dei partiti di destra e di sinistra ecc. ecc.».
Inizia così, con un incrocio di lame, il carteggio fra un maestro del pensiero «sulla musica» e un maestro della musica che ha segnato il pensiero del nostro tempo. Sarà amicizia, vera, lunga, profonda perché leale, senza ipocrisie, fondata sulla stima, disseminata di lezioni di stile e di vita. Saranno trent'anni di ininterrotto dialogo sulla musica che prendeva il suo posto nella cultura italiana seguendo l'inevitabile percorso dei polemici confronti e delle orgogliose difese, di cui una ricca appendice da conto. E «senza bisogno di gagliardetti».
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Monografia
Descrizione
*Nemici come prima : carteggio 1957-1989 / Luciano Berio, Fedele d'Amico ; a cura di Isabella d'Amico ; introduzione di Enzo Restagno Milano : Archinto, \2002! 130 p. ; 20 cm.